Gambe leggere,
vene sane.
Perché compaiono varici e capillari, cosa succede dentro una vena malata e come si cura oggi — senza bisturi e senza ricovero. Scleroterapia, scleromousse, TRAP e laser, spiegati con le immagini.
Visita flebologica con ecocolordoppler nella stessa seduta
Un viaggio in salita, contro la gravità
Le arterie portano il sangue ai piedi con la spinta del cuore. Le vene devono riportarlo su, per più di un metro, con una pressione molto bassa. Ci riescono grazie a tre alleati.
La pompa del polpaccio
A ogni passo i muscoli del polpaccio spremono le vene profonde e spingono il sangue verso l’alto. Per questo lo chiamano “secondo cuore”.
Le valvole
Piccole “porte” a senso unico lungo le vene: si aprono per far salire il sangue e si chiudono subito per non farlo ricadere.
Il respiro
Inspirando, la pressione nell’addome e nel torace cambia e “aspira” il sangue verso il cuore.
Quando le valvole si sfiancano, il sangue ricade verso il basso (reflusso), la pressione nelle vene superficiali sale e le pareti si dilatano: nascono le varici.
Dai capillari all’ulcera: una malattia che evolve
I medici usano la classificazione internazionale CEAP per descrivere lo stadio della malattia, da C0 a C6. Riconoscerla presto significa curarla con trattamenti più semplici.
C2 Varici
Vene dilatate e tortuose di almeno 3 mm, visibili in piedi. Il segno che alcune valvole non chiudono più.
Tocca gli stadi per vedere come cambia la gamba.
Riconosci qualcuno di questi segnali?
Seleziona i disturbi che riconosci.
Strumento orientativo, non è una diagnosi.
L’ecocolordoppler: vedere il sangue che si muove
Nessuna cura seria delle vene inizia senza un ecocolordoppler. È un’ecografia indolore, senza radiazioni, che colora il flusso del sangue: blu quando sale verso il cuore, rosso quando torna indietro. Così si scopre quali valvole non funzionano, anche prima che compaiano le varici.
Cosa succede, davvero, dentro la vena
Scegli un trattamento e guarda l’animazione: pelle, tessuto sottocutaneo e vena in sezione, per capire come agisce ciascuna tecnica.
Scleroterapia
Il trattamento classico per teleangectasie, capillari e varici reticolari.
- Per
- Capillari, teleangectasie, varici reticolari
- Anestesia
- Nessuna
- Durata
- 20–40 min
- Dopo
- Si cammina subito
Ogni vena ha la sua cura
Non esiste il trattamento migliore in assoluto: esiste quello giusto per il calibro e il funzionamento delle tue vene. Spesso le tecniche si combinano: per esempio laser sulla safena e scleroterapia sui capillari.
Diametro della vena in millimetri (scala logaritmica). Intervalli indicativi: la scelta finale dipende dall’ecocolordoppler.
Dalla prima visita a gambe più leggere
- 1
Visita ed ecocolordoppler
Un’unica seduta di 30–40 minuti: visita clinica ed esame ecografico, sdraiati e in piedi.
- 2
Mappa delle vene
Si disegna la mappa del tuo circolo venoso: dove funziona, dove refluisce, dove si accumula pressione.
- 3
Piano su misura
Si sceglie il trattamento — o la combinazione — più adatto alle tue vene e alle tue esigenze.
- 4
Trattamento ambulatoriale
Nessun ricovero: si entra, si tratta e si esce camminando.
- 5
Controlli nel tempo
Ecocolordoppler di controllo per verificare il risultato e intervenire presto su eventuali novità.
Sei abitudini che le tue vene ringraziano
Non fanno sparire le varici, ma rallentano la malattia e riducono i disturbi, prima e dopo ogni trattamento.
Cammina ogni giorno
Ogni passo attiva la pompa del polpaccio, il “secondo cuore” delle gambe. Bastano 30 minuti.
Solleva le gambe
La sera, 15 minuti con i piedi più in alto del cuore aiutano le vene a svuotarsi.
Calze elastiche
La compressione graduata sostiene le pareti delle vene. Il modello giusto lo indica il flebologo.
Attenzione al caldo
Sole diretto, saune e bagni caldi dilatano le vene. Meglio docce fresche sulle gambe.
Peso nella norma
Ogni chilo in più aumenta la pressione nelle vene addominali e degli arti inferiori.
Viaggi lunghi
In auto o in aereo alzati, muovi le caviglie, bevi acqua. Chiedi al medico se servono calze.
Le domande che ci fanno più spesso
No. Le varici sono il segno visibile di un’insufficienza venosa: alcune valvole non chiudono più e la pressione nelle vene superficiali aumenta. Nel tempo possono comparire gonfiore, alterazioni della pelle e, nei casi avanzati, ulcere. Anche i capillari possono essere il primo segnale di un problema più profondo: per questo è utile un ecocolordoppler.

Dr. Pietro Bertini
Specialista in Anestesia e Rianimazione · Diplomato alla Scuola SIC–SICVE di Chirurgia Flebologica
Sono diplomato alla Scuola SIC–SICVE di Chirurgia Flebologica e tratto le principali patologie venose con approccio ecografico e tecniche mini-invasive.
L’ecografia clinica è uno strumento centrale nella mia pratica, sia per la diagnosi che per l’esecuzione sicura e mirata delle procedure.
- Specializzazione in Anestesia e Rianimazione
- Dottorato di Ricerca in Fisiopatologia Clinica
- Certificazione Europea in Ecocardiografia Transtoracica e Transesofagea
- Fellowship in Terapia del Dolore e Anestesia Locoregionale (McGill University)
- Oltre 15 anni in strutture ospedaliere ad alta complessità (Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana)
Il primo passo è una visita flebologica
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- Visita flebologica ed ecocolordoppler nella stessa seduta
- Diagnosi chiara e piano di trattamento su misura
- Scegli sede, giorno e orario direttamente dal calendario